Musica di poche pretese

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Questi brani sono per tutti. Niente Copyrights. Solo Creative Commons.
Chi vuole può farci quello che gli pare a piacimento. (Se il link non funziona, click destro e "salva con nome")

Cazzidui

John Paul II

Bowvie Berlin 19972

Nichi Lauda VS White Phosphorus

In the Side of Robert Side

Scialbatura

Evrazia

Il soggetto scabroso

Frage


Licenza Creative Commons
Gli mp3 sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.

Spreading the Disease

The Jesus Web Concept è una cosa che riguarda te.
Scarica la musichina lì sopra, le Spreading instructions, e facci un simpatico CD.
Poi, metti il suddetto CD in giro, così la gente lo trova e diventa nazzista (sic).

Se hai trovato un tale CD (evento improbabile), copialo e mettilo in giro all'infinito.

TJWC conquisterà il mondo.



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Infected Souls

Il TJWC has infected *loading* souls.

 
sabato, 01 settembre 2007

Con la piena presa di coscienza del grave pericolo che ci si manifesta compiutamente nell'era dei blog (argomento maturato nel corso dei mesi precedenti, e che non può evidentemente essere esposto sulle non-pagine di un blog), EC smette di esistere.



Si continuerà altrove, altrimenti.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 18:50 | link | commenti (7) |

domenica, 22 luglio 2007
Analfabetour - 5

"Io li auto, ma spiego anche che noi facciamo questa carità perché il Vangelo ci dice di aiutare i fratelli. Nell'Islam, invece, c'è invece [sic] chi sostiene che questi fratelli bisogna ucciderli. Continuerò a dare un aiuto, solo perché sono convinto che il bene vale più del male"


Don Alfredo Veschini, via Kelebek

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terrorismo, islam, occidente, kali yuga, post-contemporaneità

mercoledì, 18 luglio 2007
Taksim (quello vero)

Nel chiamare un brano musicale più o meno casuale con questo nome sento di aver fatto uno sgarbo ad una antica e nobile tradizione. Il Taksim è infatti, nella musica colta turca, una forma improvvisativa strumentale  che si muove nell'ambito di elaboratissimi e splendidi modi melodici.

Il turista euroamericano, esemplare della barbarie che avanza, il quale già non sa più riconoscere un concerto da una sinfonia, non può reagire all'amore di un popolo per la sua buffa musica se non prodigandosi in battute idiote sulle tremende stonature del suonatore di ney. A noi invece non è difficile nè traumatico riconoscere che un Mozart o uno Schubert una melodia così* non l'hanno mai scritta.




*Mi appoggio a youtube per ovvi motivi; poco me ne importa delle immagini dei video. Navigando fra i vari filmini si trova però molto di più di quello che potrei mettere a disposizione su queste pagine.

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musica, islam, cose buone e giuste

mercoledì, 11 luglio 2007
Taksim

Ecco qui un nuovo brano. Buon ascolto.

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musica, jesuswebconcept

giovedì, 05 luglio 2007
Analfabetour - 4 (poche idee, ma confuse)

La vita è violenza.


Il problema è che non sappiamo chi siamo, che non sappiamo autodefinirci.


Al posto di costituire una totalità, ci è stato dato solo un cuore.

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kali yuga, post-contemporaneità

sabato, 30 giugno 2007
Analfabetour - 3

L'uomo è spaurito e non sa più come fare il bravo. Ed è così che esiste la criminalità, perché non esiste una "moda" diffusa buona, come poteva essere la società puritana anche se ipocrita. Non si danno buoni valori, e un criminale è un criminale per noia e senza sapere di esserlo. Bisognerebbe costruire una morale, anche tendendo sempre conto le nostre tradizioni e ammirarle, e riconoscere chi vale e chi non è abbastanza e saper governare con ordine con meriti e castighi. Vivere in una società se si vuol vivere. Ma vivere con gli altri è un gran bel impiccio. E' per questo che bisogna avere l'amore e la devozione nei confronti di un dio-uomo in terra che governa al posto nostro, con logos. Nella mia vita c'è sempre il connubio tra spirito, l'amore verso il nostro dio umano, e ragione, riconoscere che il dio umano ci serve.

Ma la storia nel mondo moderno è quella che è, e la filosofia sta scomparendo, perché non si è mai sviluppata una vera etica... e dove andremmo a finire?

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occidente, kali yuga, post-contemporaneità

lunedì, 25 giugno 2007
Analfabetour - 2

Diciamo che l'immaginario in cui si svolge il video di "Incubo italiano" è... fatto di simboli... che danno una critica alla società italiana. C'è un po' raccolto tutto il peggio in questo momento del costume italiano. Quindi ci sono i politici corrotti, ci sono i preti... è un immaginario comunque non vorrei dire dark, però comunque capito un po' distorto, da qui l'idea noi di impersonare questi personaggi e di far intervenire le Suicide Girls, che hanno un lato della sensualità, diciamo, diverso da quello che uno si immagina. Vabbè, i simboli che vengono fuori poi nel video li vedrete ma... sono appunto questo, la corruzione... tutto questo magna-magna che c'è adesso nel... nella società in cui viviamo insomma.


Intervista ai Club Dogo, gruppo hip-hop

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occidente, kali yuga, post-contemporaneità

domenica, 24 giugno 2007
Analfabetour - 1


Gli scherzi della mente!!!!


Succede a volte ke la mente ci gioca brutti scherzi e ci insinua strani dubbi nella mente e sprattutto ne cuore!!!!

Spesso ci insinua dubbi inutili e ci fa pensare cose che fina aprima erano li ma nn ci davi troppo peso e nn davano troppo fastidio!!!

Quindi prima di farci assalire da i dubbi prendete la persona su cui hai i dubbi mettetevela davanti e fissatela negli occhi perche quelli nn mentono mai!!!!!!!!!


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kali yuga, post-contemporaneità

mercoledì, 13 giugno 2007
Famiglia cristiana 4

Le vignette di "Famiglia cristiana" non fanno affatto ridere; meglio "La settimana enigmistica".

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contro famiglia cristiana

martedì, 12 giugno 2007
Famiglia cristiana 3

Risé avrebbe comunque gioco facile a spiegare perchè "Famiglia cristiana" dedichi tanto entusiasmo e tante pagine ad una serie di inutili telefilm pieni di sbudellamenti e sesso prematrimoniale: è ciò che si chiama compensazione!

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 10:07 | link | commenti (3) |
famiglia cristiana

sabato, 09 giugno 2007
Famiglia cristiana

"Famiglia cristiana" esprime ammirazione per Claudio Risé, "psicoterapeuta cattolico", uno che è convinto che l'ascesa di Hitler sia stata causata dalla crisi della figura paterna nella Germania di Weimar (la stessa identica crisi, va detto, in cui rischiamo di ricadere in questi tempi! Per fortuna che c'è il Family Day!).

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 10:55 | link | commenti (3) |
famiglia cristiana

venerdì, 08 giugno 2007
Famiglia cristiana

La rivista "Famiglia cristiana" non è fatta di carta riciclata.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 09:01 | link | commenti (4) |
famiglia cristiana

lunedì, 28 maggio 2007
Frage

Frage è un nuovo brano del solito Concept. Qualcuno mi farà notare che ultimamente sto cambiando spesso le carte (diciamo così, musicali) in tavola; è verissimo, e  ciò presenta alcune conseguenze positive. In breve:

1. Mostrando le ampie potenzialità della creazione casuale (suppergiù) di brandelli acustici incoraggia una nuova, radicalmente nuova, idea di fruizione musicale (la quale potrebbe anche rivelarsi una stupidaggine, in definitiva; e comunque è dubbio che la cosa possa funzionare, di questo passo; però non fa niente - vedi terzo punto).

2. Ciò non dovrebbe comunque disturbare eccessivamente, dato che da queste parti saremmo assolutamente aperti a critiche e suggerimenti - se mai ne arrivassero! E poi è tutto, ora e sempre, para-situazionisticamente anti-copyright (e, quindi, anche gratis).

3. Estremamente indispensabile: io mi diverto, e i complimenti mi fanno pur sempre piacere.


La parola tedesca "Frage" (domanda, questione...) deriva, pare, da una radice indoeuropea legata al concetto di "preghiera". Buon ascolto.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 23:19 | link | commenti (16) |
musica, jesuswebconcept

mercoledì, 23 maggio 2007
Mp3

Credo finalmente di aver trovato un buon host per gli mp3, vediamo se funziona. Ecco i nuovi link dei brani che non si riuscivano a scaricare:


Scialbatura


Evrazia


Il soggetto scabroso


Se il problema persiste, qualcuno mi faccia sapere!


Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 14:29 | link | commenti (4) |
musica, jesuswebconcept

sabato, 05 maggio 2007
Da un ascolto degli Autechre, con l'orecchio a Cage

(Gli Autechre, citati per caso su questo blos qualche giorno fa, hanno suonato ieri sera a Roma. Alcune considerazioni nate a ridosso dell'evento.)





La gente che si diverte tanto agli hardcore-techno-party, per sballare ascoltando poco più che una cassa fissa che batte i quarti, dovrebbe davvero passare, almeno una volta nella vita, dai 150 ai 220 e oltre bpm nel giro di un paio di minuti.





Uno che conosco ha inventato la paraermeneutica, ovvero la disciplina delle interpretazioni che si possono dare di una cosa a partire da un pretesto qualsiasi, senza nessuna pretesa di obiettività o scientificità. Il nome Autechre ha probabilmente una sua storia, ma ciò significa forse che non se ne può pensare un’altra? Il greco ci offre in proposito il pronome autos e il sostantivo chreia, che può avere un senso come di necessità, anche in senso morale. He aute chreia: il bisogno stesso. Facciamo un altro passo: se diciamo che ci è indispensabile Autechre, vuol dire che abbiamo bisogno della pura mancanza?






Notevole, da parte dei due, il controllo delle basse frequenze. I suoni sono molto distorti e si sentono bene, ma l'impressione è che succeda quasi tutto entro i 150 Hz.




Dalla presentazione del duo sul sito del Brancaleone: “…variazioni minime di accordi su un sottofondo di percussioni in tempi dispari…”. Ieri si sono sentiti solamente loop di due battute da quattro quarti, ma non è dispiaciuto a nessuno.



Ogni tentativo di comprensione e sopportazione nei confronti del dj che "scalda" il pubblico prima dell’arrivo dei due inglesi sul palco cade nel momento in cui il suddetto fa suonare un’orrenda implementazione della corda di Karplus, (per i profani, uno dei suoni più pacchiani di cui sono fornite un po’ tutte le pianole dagli anni ’80 in poi) con tanto di arpeggiatore in modalità random. Dal pubblico qualcuno grida: “Vattene!”.



A trecento anni dalla morte di Werkmeister capiamo quanto sia difficile liberarsi dal temperamento dell’ottava nei rari momenti in cui gli strumenti melodici, usati perlopiù come fonti di rumore, tornano alle dodici note e alla tonalità, con un certo sollievo generale.




Ancora dalle note di presentazione: “…trame di ascendenza jazz e sinfonica”...?





La musica dei nuovi tempi ci gioca strani scherzi. Una vecchia sonata doveva la sua assoluta riproducibilità alla sua assoluta comprensibilità, codificata in un linguaggio di segni che si avvia oggi rapidamente all’estinzione. L’assoluta riproducibilità tecnica, invece, non ne presuppone nessuno se non quello degli uno e degli zero. Perciò in un bel disco di musica elettronica è sempre implicito l’enigma: che ci sia o no una logica dietro a quelle strutture compositive, che ci sia l’errore non voluto, o l’approssimazione voluta, o un vero spartito… non lo saprà comunque nessuno. Cadono le condizioni per porre la domanda. Ecco il perché di quell’impressione anacronistica che suscita Karlheinz Stockhausen con le sue infinite e puntigliose partiture –lui che pure è stato fra quelli che hanno guardato più lontano.







L’analfabetismo musicale precede comunque quello linguistico, con cui sarebbe pure giunto il momento di confrontarsi apertamente. E chissà se non ne sia il modello, pure. Ma allora bisognerebbe pensare che cosa, nell’analogia linguistica, prenda il posto dei dispositivi per la riproduzione della musica. L’immagine?







Il lavorio degli Autechre non sarebbe certo niente di eccezionale, se non ne parlassimo a partire da un buco nero nella storia della fruizione della musica in occidente. Lo stesso auditorium che ospita bravissimi giovani pianisti pagati dalla Sony per incidere scialbi dischetti di languidi arpeggi, lo stesso auditorium in cui si dà spago a ciò che sarebbe già sembrato di cattivo gusto negli anni ’30, quell’auditorium rimarrebbe secco solo a sentire un’orchestra di “oboi” della Guinea (cosa nota a chiunque abbia avuto a che fare occasionalmente con l’etnomusicologia).








Diciamo che non è Autechre. Sporchiamo i suoni e lo diventa.

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musica

sabato, 28 aprile 2007
Videofonini


La nuova strage studentesca americana è una non-notizia per eccellenza: di dissociati ce ne sono ovunque, ma guardacaso si mettono bellamente ad ammazzare la gente solo se possono avere facile accesso ad armi da fuoco. Sarebbe probabilmente più difficile, invece, arginare il fenomeno dei tredicenni che si scambiano col telefonino i video in cui ne combinano di tutti i colori (e in genere, mentre lo fanno, non sono completamente vestiti). Un amico che lavora nel terziario del nulla mi racconta: le grandi chat sono popolate da ragazzine che promettono foto delle loro forme acerbe in cambio di ricariche telefoniche (cosa sia il terziario del nulla è facilmente detto: si tratta di quel settore economico che offre servizi che solo le società ad alto livello tecnologico come la nostra possono rifornire, in qualche strano modo, di utenza; come per esempio gli sms in diretta televisiva, ulteriori alle stesse trasmissioni -già esse, normalmente, di infimo livello-, oppure la moderazione delle comunità virtuali su internet).

Intorno all’oggetto-videofonino si è, insomma, sviluppata rapidamente una solida cultura-videofonino, che, se pure estirpata dalle aule scolastiche, riprodurrebbe la sua esistenza al di fuori di esse. In sostanza è una brutta situazione, e non tanto a causa del libertinaggio, che ha una notevole e nobile tradizione da Catullo e Ovidio a Sade (e ovviamente prima e dopo), quanto per la sua precocità e soprattutto per il suo abbassamento a funzione dell’esibirsi, necessaria alla sua lotta per il raggiungimento del solipsismo assoluto, ovvero di quello status, riscontrabile nei nostri volti da gossip, che si sottrae finalmente alla necessità nel riconoscere l’Altro, e il cui prestigio è dato dalla somma degli investimenti psichici del tutto sociale, in una modalità per cui l'esibirsi può indulgere a narcisistici deliri di onnipotenza.

Di questo, magari, si parlerà in un’altra occasione; ma non si dica che non si era stati avvisati. Se quello che penso sulla pubblicità ha un significato, e non è invece il risultato di una chiacchiera da bar, allora forse le reclame possono dirci molto sul mondo in cui viviamo. Infatti il carattere eminentemente edonistico del videofonino è sempre stato ben rappresentato, negli spot, da avvenenti signorine che si spogliano, ammiccano, provocano in vario modo. Il concetto è stato reso definitivamente manifesto con l’arrivo di Paris Hilton, quella che è diventata famosa amministrando le scene della sua alcova in un modo che nemmeno possiamo più definire in termini morali come “cinico” o “spregiudicato”, ma che potremmo definire, piuttosto, aiutandoci col lessico dell’economia, che già in Shakespeare, e in Marx dopo di lui, aveva così poco a che fare con l’essenza dell’uomo.

Lo slittamento semiotico (l’espressione “vendere il culo” mantiene il suo significato, mentre dalla sodomia si passa agli MMS) inaugurato dall’era dei videofonini è uno dei fenomeni con cui nei prossimi anni bisognerà confrontarsi seriamente, un po’ come il riscaldamento globale e la proliferazione atomica. Sono molto più ottimista riguardo a queste ultime due questioni.


(forse continua)

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terrorismo, pubblicità, occidente, kali yuga, post-contemporaneità

martedì, 24 aprile 2007
Il soggetto scabroso

Spero che questo blos smetterà di essere aggiornato a sprazzi, anche se la vedo dura. La novità è che c'è un nuovo pezzo scaricabile (si astengano per qualche giorno gli utenti non microsoft, cui questi files sembrano dare problemi... ma la soluzione c'è), che mi pare davvero vincente. La suite giapponoise ritarderà un po', l'elettronichina chiama!


L'ho chiamata "Il soggetto scabroso", ma forse sarebbe stato meglio "Il soggetto sconclusionato"... come al solito pareri, critiche e/o insulti sono graditi.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 23:22 | link | commenti (6) |
musica, jesuswebconcept

sabato, 14 aprile 2007
Carnevale quest'anno cade dopo Pasqua

1) I vigili del fuoco hanno domato ieri mattina attorno alle 7 un principio d'incendio causato da alcune bottiglie contenenti materiale infiammabile lasciato davanti alla sede del Islamic Relief Italia, a Milano. [...] è arrivata una rivendicazione del sedicente Fronte cristiano combattente: "Siamo il Fronte cristiano combattente - ha detto una voce maschile al 115 - abbiamo distrutto la sede dell'Islamic Relief a Milano. Un nucleo armato combattente ha agito in via Amadeo. Paolo Gonzaga (direttore della sezione italiana, ndEC) è stato condannato a morte da un tribunale cristiano".

2) Non c'è pace per i lucchetti di Ponte Milvio. Il pegno d'amore più di moda tra i teen agers, romani e non, inventato dal romanzo di Federico Moccia Ho voglia di te e subito diventato un nuovo rito urbano, è stato rimosso un'altra volta dai lampioni del ponte (ignoti si erano già fatti giustizia da soli, facendone sparire un bel po' in una notte di qualche settimana fa ndEC). [...] "La rimozione dei lucchetti è stata resa necessaria per ragioni di sicurezza [...] Li abbiamo presi in custodia, ma per ricollocarli". [...] "Ci siamo sentiti con Federico Moccia, ed è d'accordo pure lui. Verrà a Roma e decideremo insieme come procedere. Spero che i tempi siano rapidi".


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occidente, kali yuga, post-contemporaneità

venerdì, 13 aprile 2007
Stima & rispetto

© Giorgio Agamben 2007

Prima edizione Neri Pozza

nella collana "La Quarta Prosa"

febbraio 2007

Per volontà dell'autore, questo libro può essere liberamente riprodotto con qualsiasi mezzo, senza scopo di lucro, purchè il testo non subisca alterazioni. La diffusione in Internet e le traduzioni in lingua straniera devono essere espressamente autorizzate dall'autore.

ISBN 978-88-545-1069-0

www.neripozza.it

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cose buone e giuste

venerdì, 30 marzo 2007
Evrazia 2, il ritorno

Chiedo scusa a tutti quelli che hanno provato senza successo a scaricare Evrazia... secondo il commentatore "ste" si tratterebbe di un problema di browser: con Firefox il download si inceppa. Cercherò una soluzione!



Chi volesse, intanto, può mandarmi una
mails, che provvedo subito a spedirgliela.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 23:26 | link | commenti (3) |
musica, jesuswebconcept, eurasia

venerdì, 23 marzo 2007
Slittamenti semantici

Ovvero: non siamo noi a decidere il senso di ciò che nominiamo; ma di questo passo, fra qualche decennio, saranno loro.

Link

Per fortuna che Urbandictionary rimette le cose al loro posto.

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 18:29 | link | commenti |
post-contemporaneità

mercoledì, 21 marzo 2007
Alea iacta est

Su questa pagina trovate una serie di ensemble MAX/MSP per riprodurre - in maniera sufficientemente riuscita - le sonorità di un paio di dischi di Autechre.



Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 13:56 | link | commenti (7) |
musica, jesuswebconcept, post-contemporaneità

martedì, 20 marzo 2007
Guantanamo non è un bel posto dove vivere

Link

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 15:16 | link | commenti (2) |

giovedì, 15 marzo 2007
Biogiornalismo

Il giornalismo sta andando a puttane, un po' come la politica. In compenso, questa storia delle intercettazioni ci regala esemplari gioielli di biogiornalismo. "Breviario" di Antonello Caporale, su Repubblica di ieri:


"Se passa questa legge non mi possono fare un cazzo. Cioè, quel che dici al telefono non vale."

Telefonata (intercettata) di Fabrizio Corona, fotografo dei vip, sulla legge che limita le intercettazioni

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occidente, kali yuga, post-contemporaneità

mercoledì, 14 marzo 2007
300

Qui potete godervi il trailer di quello che, ad occhio, è potenzialmente il film più bello (bello nel senso trash, come "La nave fantasma" o "Mucha sangre") dell'anno, e forse del decennio: 300.

Mi raccomando, occhio ai dettagli: le lesbicate, i rinoceronti da guerra, i persiani mostruosi, pieni di anelli al naso e negri...

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pubblicità, occidente, kali yuga, post-contemporaneità

martedì, 13 marzo 2007
Link

E' recentemente successa una cosa significativa, che si ricollega con quelo che dicevamo poco sotto, e di cui si parla qui.

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israele, occidente, kali yuga, post-contemporaneità, post-politica

venerdì, 02 marzo 2007
L'ideologia dell'antisemitismo

Definire l’antisemitismo è un compito estremamente difficile: la perversione dei significati delle parole raggiunge ormai picchi notevoli. L’epiteto di “antisemita” viene lanciato a destra e manca con una leggerezza imbarazzante, un po’ come quello di “fascista” o “comunista”. L’analogia con queste ultime due parole, il cui uso politico è più noto e ben documentato, ci dovrebbe mettere in guardia: innanzitutto perché chi viene accusato di “fascismo” o “comunismo”, una volta su dieci, è effettivamente “fascista” o “comunista”, ma le altre nove manco di striscio. In quei casi si sta riesumando piuttosto la consueta tattica stalinista, per altro ben più antica di Stalin, di additare i “nemici” (del popolo). E anche se nei casi più grotteschi esce fuori che questi, tutto sommato, non erano ne’ nemici ne’ finti amici, ma amici veri e propri, non c’è da dubitare che lo spettacolo delle teste mozzate faccia comunque il suo effetto patriottico. E’ notevole che mentre le ideologie di una volta sono morte e sepolte, la repressione dell’eresia (più che del dissenso), pratica squisitamente ideologica, è più in forma che mai. Da cosa deriva, questa situazione?

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terrorismo, israele, occidente, kali yuga, post-contemporaneità, post-politica

giovedì, 01 marzo 2007

Evrazia


Questa canzone è dedicata a Daniele Scalea - che non mi conosce ma non importa -, perchè grazie a lui ho capito che l'Eurasia è una necessità storica.

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musica, terrorismo, jesuswebconcept, eurasia

venerdì, 16 febbraio 2007

Nuova canzuncina!




Ecco a voi Scialbatura. Per il titolo ero indeciso, mi proponevano "I fagioli sono i miei", oppure "Fagioli nostri", non ho capito perchè, poi. E' dedicata alla memoria di Eugenio... buon ascolto!


Edit: se il link non funziona cliccate qui, che è meglio


 

Output testuale di EugenioCazzidui generato alle 15:17 | link | commenti (8) |
musica, terrorismo, jesuswebconcept

Lotta Armata

L’intermittenza delle BR è qualcosa che lascia certo basiti, un po’ come la comparsa delle buste di parmigiano già grattugiato. In fondo ognuno si becca i rivoluzionari che si merita, e per certi versi ha ragione l’insospettabile Serra, quando dice che “tra le banlieu di Parigi in fiamme o l’Iraq o la Palestina (aggiungerei il Libano), e questi qui che nel loro baretto con la loro birretta progettano il loro soviet privato, c’è la differenza che separa i vivi dai morti”. L’evento, per quanto anacronistico, è comunque destinato ad occupare qualche giorno di prime pagine-fotocopia; l’additamento circense e catartico del monstrum avrebbe già la sua ragion d’essere se lo stato si limitasse al solo, comprensibile compito di combattere la principale minaccia alla sua esistenza, cioè l’eversione. Ma il tutto guadagna un senso più profondo quando il Leviatano fa, con la volontà di delegittimare tout court il terrorismo, il passo più lungo della gamba, subendo così le logiche conseguenze (destinate ad perdersi, molto poco sorprendentemente, in un mare di retorica rituale): esso stesso, venute immediatamente meno le fondamenta più proprie del suo potere (la violenza come ricambio politico, da che mondo è mondo: dalla resistenza alla marcia su Roma alle guerre di indipendenza al risorgimento e così via all’infinito), si troverebbe col sedere per terra se privato dell’incondizionata acclamazione popolare, che proprio le puntuali – a modo loro - ricomparse dei vari gruppi sovversivi riescono ancora a suscitare.

Non è vero che il Socrate della Politeia ci mette nove libri per confutare Trasimaco; piuttosto, a Trasimaco gliene basta mezzo per capire l'andazzo, e decidere che ha di meglio da fare che non perdere tempo con un vecchio rimbecillito e i suoi biechi tranelli logici. Che la giustizia sia "l’utile del più forte", ovvero che la giustizia sia l’insieme delle norme decise dal potere per preservare se’ stesso, non verrà mai in nessun modo negato, dal momento che è impossibile farlo.

Alla fine, il ritorno delle BR è come il ritorno del rimosso. E il Leviatano è pur sempre un monstrum: il più forte di tutti, precisamente.

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terrorismo, occidente, kali yuga, post-contemporaneità, post-politica